La tradizione della festa di Sant’Irene con il passare degli anni si è gelosamente mantenuta e consolidata arrivando fino ai nostri giorni.

A partire dal 1928 una eco dei festeggiamenti si trova nel “Quaderno dei Massari” finalizzato a rendicontare spese ed entrate: Nel 1928 i massari Casalegno e Arato spesero lire 12 per i fuochi d’artificio e diedero al parroco un’offerta di lire 30 per le messe; nel 1935 i massari Candellero e Persico riferiscono spese per cera e fuochi; l’anno seguente furono massari Mens: “Messe due = lire 35, divertimenti gare ecc. lire 22,40”. Negli anni 1945 e 1946 la festa si limitò alla celebrazione delle messe. “Fuochi, pignatte, caramelle” nel 1963, quando furono massari i signori Rubatto e Chiara.

Nel 1973, per la prima volta, sul Corriere di Chieri del 28 luglio comparve un breve annuncio della Festa di Sant’Irene. Il Corriere del 30 luglio 1977 promette “vino a volontà”; il Corriere del 22 luglio 1978 annuncia la “prima salita superghettese, rosario ore 21 con al termine bicchierata all’aperto”.

Negli anni ’70 e ’80 fu organizzata anche una gara alle bocce a ricordo di Michele Bertello. Il Corriere del 26 luglio 1980 scrive: “Benedizione dei trattori, nel pomeriggio giochi per bambini, rottura delle pignatte. Gara bocciofila a coppie alla baraonda”; nel 1981: “Trofeo biennale Michele Bertello, con medaglie e pesos in oro. Inoltre coppe a sorpresa. Ore 16 giochi per grandi e per bambini”.