Possiamo supporre che i primi Massari, nel 1860, siano stati il conte Filippo Saraceno di Torre Bormida e il senatore conte Celestino Quarelli di Lesegno. Al primo si deve l’iniziativa di costruire l’edificio sacro su un terreno di sua proprietà “per ringraziare Dio di aver preservato i vigneti dalla crittogama”; al secondo, con ogni probabilità, il finanziamento dell’opera che porta un nome a lui assai caro, Irene. Così si chiamavano la sua mamma e la sua figliola, all’epoca 26enne.

Si ha notizia certa dei massari del 1863 perché donarono alla cappella un messale, lo fecero rilegare e sulla coperta riportarono, in sigla, i loro nomi: B.E.  R.L. . La ricerca effettuata sul censimenti dell’anno 1860 ha portato a conoscerne i nomi. Si tratta di Barbano Evasio e di Radino Lorenzo. Il primo, commerciante in sartoria e gestore del fisco per conto del Comune di Chieri, residente in via del Moretto (oggi via Garibaldi) donò l’altare ligneo della sua cappella alla montà di Pasano, ormai dismessa; il secondo, all’epoca trentottenne, industriale tessile residente in piazza Gerbido ma con proprietà in valle Pasano (Biancheria Radino, a fianco del rio) e in strada Baldissero, sarà sindaco di Chieri dal 1869 al 1975. Come primo cittadino ottenne l’approvazione governativa alla ferrovia (inaugurata nel 1874) e fece trasferire in regione Ravetta il camposanto del Murè (1878). Nel 1901 acquistò, per conto delle sorelle, la villa Saraceno-Zoppi in strada della Contessa. Lorenzo Radino morì nel 1916 all’età di 91 anni.

Sequenza storica dei Massari (vedi link)

Compiti dei Massari

Estratti a sorte ogni anno da un lista di persone che si rendono disponibili, i due Massari agiscono secondo le modalità sancite dalla tradizione. Il loro incarico decorre dal lunedì successivo alla Festa e termina alla conclusione dei festeggiamenti dell’anno seguente.

I loro compiti sono elencati nell’art. 9 dello Statuto della Confraternita:

  • concordare con il Parroco di San Giorgio, o in caso di suo impedimento con altri sacerdoti,  le funzioni religiose che si svolgono nella cappella;
  • verificare la dotazione delle suppellettili destinate alle funzioni religiose e mantenerle con cura;
  • distribuire alle famiglie del circondario la “mistà” di sant’Irene e raccogliere le loro offerte;
  • organizzare le attività inerenti la Festa di Sant’Irene;
  • tenere aggiornato l’elenco dei candidati all’incarico di Massari;
  • rappresentare la Confraternita nelle funzioni religiose a livello cittadino.

I Massari svolgono i loro compiti in totale autonomia, secondo la tradizione consolidata. Il bilancio annuale delle loro attività specifiche viene recepito nel bilancio dell’Associazione.

L’incarico di Massaro non è cumulabile con quelli di Presidente, Vicepresidente, Segretario e Tesoriere. Qualora chi viene sorteggiato come Massaro già abbia un incarico direttivo, ha facoltà di scegliere se mantenere quest’ultimo o accettare l’incarico di Massaro.